Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

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Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è contenuto nel D. Lgs n.14/2019. Tra Marzo 2019 e Agosto 2020 entrerà in vigore in modalità scaglionata.

La nuova normativa, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, riforma la disciplina delle procedure concorsuali, dato che interviene sull’art. 2477 del codice civile. Di conseguenza, sarà possibile non solo compiere una diagnosi precoce della situazione di difficoltà dell’impresa, ma anche adottare le misure necessarie per prevenirla.

Nuova legge fallimentare: evitare la crisi d’impresa, piuttosto che risolverla

L’obiettivo della riforma è infatti quello di considerare la crisi d’impresa in maniera differente. Non sarà più un evento da risolvere, bensì una situazione da prevenire ed evitare.

La crisi d’impresa potrà dunque essere rilevata fin dalla sua origine, soprattutto con l’istituto dell’allerta, grazie alle segnalazioni a cui sono tenuti i soggetti qualificati (INPS, Agenzia delle Entrate e Organi di controllo interni).

Le novità più rilevanti del nuovo Codice della crisi d’impresa

Le novità più rilevanti riguardano la disciplina del sovraindebitamento, l’estensione dell’obbligo di nomina degli organi di controllo e l’istituto dell’allerta.

L’imprenditore dovrà quindi, per obbligo di legge, mettere in atto una serie di comportamenti e dotarsi di una serie di strumenti idonei a consentire un governo dell’impresa consapevole, pianificato e controllato.

Obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore: cosa cambia per le PMI?

Nello specifico, l’art. 379 del nuovo Codice della crisi d’impresa prevede l’obbligo di nomina di un organo di controllo o di un revisore anche per le società che:

  • Sono tenute alla redazione del bilancio consolidato
  • Controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti
  • Per due esercizi consecutivi hanno:
  1. Registrato un attivo totale dello Stato patrimoniale superiore a 2 milioni
  2. Conseguito ricavi superiori a 2 milioni
  3. Avuto un numero medio di dipendenti superiore a 10 unità

Successivamente, se le condizioni qui elencate non si verificano per tre esercizi consecutivi, cessa l’obbligo di nomina.

Cosa devono fare e quanto tempo hanno le imprese per adattarsi agli obblighi del nuovo Codice della crisi d’impresa?

Come affermato nella relazione illustrativa al decreto, l’art. 379 D.Lgs 14/2019 fissa un termine di nove mesi. Entro nove mesi, quindi, le società interessate dall’evento dovranno provvedere alla compiuta costituzione degli organi di controllo.

Le PMI, di conseguenza, dovranno avere un organigramma aziendale chiaro e una precisa identificazione di funzioni e responsabilità aziendali.

Perché ricorrere al temporary management?

Con l’entrata in vigore della nuova normativa sulla legge fallimentare ci saranno importanti innovazioni non solo nella procedura di fallimento e liquidazione ma anche importanti ripercussioni sulla gestione ordinaria dell’impresa e sulle responsabilità di amministratori e organi di controllo.

E’ importante, in questo caso, dotarsi di personale con competenze adeguate alle funzioni da svolgere. Per questa ragione, grazie all’esperta consulenza dei nostri temporary managers, le PMI interessate dalla riforma potranno non solo adeguarsi alle nuove normative, ma anche prevenire i segnali di crisi, mantenere e migliorare il proprio rating, avere migliore accesso al credito ed evitare il rischio di segnalazioni.

Martina Maggioni e Federico Lecci